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Regno Unito, Keir Starmer si dimette: al via la corsa per la successione a Downing Street

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Londra – Keir Starmer ha annunciato le sue dimissioni da leader del Partito laburista e da primo ministro del Regno Unito. La decisione arriva meno di due anni dopo la storica vittoria elettorale del 2024, quando il Labour era tornato al governo dopo 14 anni di opposizione.

Il 63enne Starmer lascia l’incarico diventando il sesto premier britannico a perdere il posto nei dieci anni successivi alla Brexit. Alla base della crisi ci sono soprattutto le tensioni interne al partito, il calo dei consensi nei sondaggi e l’emergere di un possibile successore, Andy Burnham.

Starmer resterà premier fino alla nomina del successore

Le dimissioni non comportano un’uscita immediata da Downing Street. Starmer ha infatti annunciato che resterà primo ministro fino alla scelta del nuovo leader laburista e ha già informato re Carlo III della decisione.

Nel frattempo partirà il percorso interno per individuare il nuovo capo del governo.

Il calendario della successione

La successione sarà determinata dalla corsa alla leadership del Partito laburista. Il Labour dispone ancora di una larga maggioranza alla Camera dei Comuni, con 403 deputati su 650, elemento che rende improbabile un’immediata crisi parlamentare.

Starmer ha chiesto al Comitato esecutivo nazionale del partito di definire il calendario della competizione: le candidature dovrebbero aprirsi il 9 luglio e chiudersi il 16 luglio, prima della pausa estiva del Parlamento.

Le regole per diventare candidato

Per partecipare alla corsa alla leadership, i candidati devono ottenere il sostegno di almeno il 20% dei deputati laburisti, pari attualmente a circa 81 parlamentari.

È inoltre necessario essere membri della Camera dei Comuni e ricevere il sostegno di organizzazioni e sindacati affiliati al partito.

Andy Burnham favorito per la successione

Il principale candidato alla successione è Andy Burnham, ex ministro laburista e già sindaco di Manchester, che ha lasciato l’incarico locale per tornare in Parlamento attraverso un’elezione suppletiva.

Se nessun altro candidato riuscirà a presentarsi, Burnham potrebbe essere confermato rapidamente come nuovo leader del Labour e diventare primo ministro già a metà luglio, dopo la nomina ufficiale da parte del sovrano.

Se ci saranno più candidati, tempi più lunghi

Nel caso di una sfida interna con più aspiranti leader, il processo sarà più complesso. La scelta avverrà attraverso un voto degli iscritti al partito e degli affiliati, con un sistema a eliminazione fino al raggiungimento della maggioranza assoluta.

In questo scenario, il nuovo primo ministro potrebbe insediarsi soltanto alla ripresa dei lavori parlamentari, prevista per l’inizio di settembre.

Niente elezioni anticipate

Al momento appare lontana l’ipotesi di un ritorno anticipato alle urne. A chiederlo è stato Nigel Farage, leader di Reform UK, indicato dai sondaggi come forza in crescita.

Il Partito laburista, però, non sembra intenzionato a mettere in discussione la maggioranza parlamentare, mentre anche i Conservatori non sembrano orientati a spingere per elezioni immediate. La legislatura dovrebbe quindi proseguire fino alla scadenza naturale prevista nel 2029.

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