Assisi – “Agli uomini e alle donne cristiani sarà sempre più chiesto di diventare operatori di pace all’interno di società tentate di strumentalizzare la religione nella contrapposizione delle identità”.
Con queste parole Papa Leone XIV ha aperto l’incontro con i giovani ad Assisi, nella cornice dell’anno francescano, durante il GO! Franciscan Youth Meeting, che ha riunito oltre 2.500 giovani provenienti da numerosi Paesi del mondo.
Il Pontefice ha invitato i giovani ad “allargare la mente e il cuore” superando “le paure indotte dalla cattiva informazione e i muri del pregiudizio”, per sottrarsi a quella che ha definito “la cultura della potenza”.
Da San Francesco, ha aggiunto Papa Leone XIV, occorre imparare “la radicalità evangelica, che è l’opposto del fondamentalismo: non rende ciechi e violenti, ma sensibili, attenti e quindi umili, accoglienti verso tutti”.
Nel suo intervento, rivolgendosi a Karolina, una giovane proveniente da Zagabria, il Papa ha ricordato il difficile passato dei Balcani, segnato appena trent’anni fa dalla guerra e “dal pericoloso intreccio tra confessione religiosa e nazionalismo”.
“Essere fedeli alla tradizione francescana di prossimità – ha spiegato – significa andare controcorrente, lavorando alla purificazione della memoria e coltivando la riconciliazione”.
“I potenti cercano di dominare, il Vangelo insegna a servire”
Papa Leone XIV ha poi richiamato il messaggio di San Francesco sul rapporto tra autorità e servizio.
“Tra uomini e donne non deve andare come tra i grandi della Terra e i potenti del mondo, che cercano visibilità e sovrastano gli altri”, ha detto il Pontefice, ricordando il passo evangelico secondo cui “chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore”.
La lezione francescana, ha aggiunto, è quella di “non dominare, ma servire; non afferrare, ma ricevere; non trattenere, ma restituire”.
Un modello che, secondo il Papa, può rendere “un popolo libero, un luogo di respiro e di salvezza”.
“Attorno a Gesù diventano fratelli e sorelle uomini e donne che altrimenti non si sarebbero mai incontrati”, ha affermato Leone XIV, sottolineando come questo messaggio sia ancora attuale in città “piene di muri invisibili che separano gli uni dagli altri”.
Il richiamo a Francesco e alla pace
Durante l’incontro, il Papa ha invitato i giovani a immaginare il luogo dove si trovavano otto secoli fa i primi seguaci di San Francesco.
“Qui, in aperta campagna, si erano radunati con Francesco centinaia di giovani fratelli da tutta Europa”, ha ricordato, citando le fonti francescane che raccontano momenti di preghiera, silenzio e carità.
“Quel silenzio è il contrario della guerra, con le sue violenze, grida e crudeltà”, ha detto Leone XIV, evidenziando come anche oggi l’esperienza dei giovani francescani rappresenti un segno di pace.
Il Pontefice ha infine rivolto un appello a testimoniare uno stile di vita fondato sull’incontro e sulla condivisione, soprattutto in un’epoca in cui “la tecnologia disabitua a stare insieme, fra persone in carne ed ossa”.
“Questa gioia evangelica – ha concluso – evangelizza più delle parole e non si può nascondere”.






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