RIAD, 19 SETTEMBRE 2026 – «La nostra è una resistenza armata legittima di fronte alla prolungata aggressione saudita. Non siamo in guerra con l’Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita a sostegno della guerra di Riad contro di noi».
A parlare all’Ansa è Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell’Informazione del governo degli Houthi a Sanaa, dopo l’attacco alla base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita, nel quale è stato colpito un velivolo F-2000 italiano. La presenza italiana nella base rientra nell’operazione Inherent Resolve. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha confermato che nessun militare italiano è rimasto coinvolto e che non sono stati registrati altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale italiano.
Nel frattempo, la tensione è tornata a salire anche nella capitale saudita. Nella zona dell’aeroporto internazionale King Khalid di Riad sono state viste fiamme e una grande colonna di fumo nero, dopo una serie di esplosioni e il primo allarme aereo diramato nella capitale dall’inizio della nuova fase del conflitto con gli Houthi. Il sistema di monitoraggio FlightRadar24 ha segnalato gravi disagi allo scalo, con voli cancellati e ritardi.
L’attacco alla base di Ta’if era avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 settembre. Secondo quanto riferito da Crosetto, l’Eurofighter italiano si trovava in un’area decentrata della base quando è stato colpito. Il ministro ha inoltre spiegato di aver chiesto una nuova valutazione sull’evoluzione della situazione, sulle condizioni del personale italiano e sulle possibili opzioni operative.
Sul fronte diplomatico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riferito che sono in corso contatti con gli Houthi. «Stiamo parlando con gli Houthi, vogliono vedere se possiamo fare un accordo», ha dichiarato il leader americano.
La situazione resta quindi fortemente instabile, con gli attacchi Houthi contro obiettivi sauditi e la risposta militare di Riad che continuano ad alimentare l’escalation nella regione.






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