Prosegue l’escalation tra Stati Uniti e Iran. Washington ha avviato una nuova ondata di attacchi contro Teheran, arrivando all’ottavo giorno consecutivo di raid. Secondo il Comando Centrale Usa (Centcom), le operazioni puntano a ridurre ulteriormente la capacità iraniana di minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz e a colpire le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, accusate di aver attaccato militari americani in Giordania.
In risposta alle operazioni statunitensi, Teheran ha dichiarato definitivamente nullo l’accordo raggiunto con Washington a Islamabad. Il presidente Usa Donald Trump ha replicato alla decisione con parole nette: “Non me ne importa nulla”.
L’Iran ha annunciato una possibile offensiva su vasta scala contro gli Stati Uniti, mentre la guida suprema Ali Khamenei ha minacciato Washington promettendo “lezioni indimenticabili”.
La crisi coinvolge anche il fronte politico internazionale. Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha dichiarato che, qualora il premier israeliano Benjamin Netanyahu dovesse recarsi in città, potrebbe valutare un arresto, definendolo “un criminale di guerra” e sostenendo che dovrebbe essere giudicato dalla Corte penale internazionale dell’Aja.






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