Sofia – Momenti di paura a Sofia, in Bulgaria, dove il 2 agosto un gruppo di estremisti di destra ha preso di mira un albergo che ospitava adolescenti ebrei italiani, alcuni appartenenti alla Comunità ebraica di Roma, arrivati nella capitale bulgara per un incontro giovanile internazionale.
Secondo le ricostruzioni, un gruppo di persone vestite di nero si sarebbe radunato davanti all’ingresso della struttura, tentando inizialmente di entrare con la forza e successivamente impedendo l’accesso all’hotel. L’intervento della polizia avrebbe momentaneamente riportato la situazione alla calma, ma gli aggressori sarebbero tornati poco dopo davanti all’albergo, bloccando nuovamente gli ingressi e rivolgendosi ai ragazzi con minacce e insulti.
Tra i presenti anche adolescenti italiani tra cui alcuni ragazzi della Comunità ebraica di Roma e giovani provenienti da altre città, accompagnati dai loro educatori. Le immagini diffuse sull’accaduto mostrano alcuni membri del gruppo mentre urlano slogan nazisti come “Sieg Heil” e compiono il saluto nazista davanti alla struttura.
A denunciare l’episodio è stato il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, che ha definito l’accaduto una “ignobile provocazione”, sottolineando come gli adolescenti ebrei italiani non possano sentirsi liberi di viaggiare in Europa senza il rischio di subire aggressioni antisemite.
“Venga fatta piena luce su questa aggressione e i responsabili siano identificati e perseguiti”, ha chiesto Fadlun, auspicando un intervento deciso delle autorità bulgare.
La testimonianza di un ragazzo: “Abbiamo avuto paura”
Tra i giovani presenti c’era Gabriel, sedicenne milanese, che ha raccontato quei momenti di tensione.
“È arrivato un gruppo di uomini, erano abbastanza grossi, con magliette nere. Hanno iniziato a urlare frasi contro di noi e a fare il saluto romano”, ha spiegato il ragazzo.
Gli adolescenti, che si trovavano nelle camere dell’hotel, sono stati invitati dagli educatori a stare lontani dalle finestre e a non uscire. “Non sapevamo cosa potesse succedere. Alcune ragazze hanno iniziato a piangere ed eravamo tutti sotto choc”, ha raccontato.
Secondo il giovane, il gruppo di aggressori avrebbe individuato l’hotel anche per la presenza di ragazzi con la kippah. Dopo un primo allontanamento seguito all’arrivo della polizia, gli estremisti sarebbero tornati più numerosi.
I ragazzi sono stati successivamente accompagnati dalle forze dell’ordine fino all’aeroporto.
La condanna delle istituzioni italiane
L’episodio ha suscitato la condanna delle istituzioni italiane. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà ai giovani aggrediti, definendo l’antisemitismo “un germe che va combattuto e una forma di odio e discriminazione da estirpare”.
Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha condannato l’accaduto, definendolo un episodio gravissimo e ribadendo che “l’antisemitismo e ogni forma di odio non possono trovare spazio nelle nostre società”.
L’episodio riapre il dibattito sulla crescita degli atti di antisemitismo in Europa e sulla necessità di rafforzare la tutela delle comunità ebraiche e dei giovani coinvolti in attività internazionali.






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