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Iran, valutati possibili attacchi contro obiettivi Usa in Europa. Tensione anche su Hormuz

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Teheran – L’Iran avrebbe valutato la possibilità di colpire obiettivi militari statunitensi nell’Europa meridionale e sud-orientale qualora il presidente Donald Trump decidesse di intensificare il conflitto. Lo riferisce il Financial Times, citando due persone vicine al regime di Teheran.

Tra gli scenari presi in considerazione ci sarebbero asset statunitensi in Bulgaria, dove il mese scorso è stato autorizzato l’utilizzo della base aerea di Bezmer per il rifornimento di aerei militari americani. Anche Cipro sarebbe stata valutata, dopo il precedente attacco con un drone contro una base britannica sull’isola.

Un funzionario della Nato ha assicurato che l’Alleanza è pronta «ad affrontare qualsiasi minaccia» e a fare «sempre il necessario per difendere tutti gli Alleati». Intanto la Bulgaria ha annunciato il rafforzamento delle misure di sicurezza attorno alla base di Bezmer in seguito alle presunte minacce iraniane.

Sul fronte diplomatico, Trump starebbe valutando un cambio di strategia nei confronti di Teheran, con l’ipotesi di una nuova serie di sanzioni. Rimane invece alta la tensione sullo Stretto di Hormuz, dopo la scadenza del memorandum tra Stati Uniti e Iran.

Trump ha pubblicato una mappa definendo Hormuz «nuovo territorio americano», una dichiarazione respinta duramente da Teheran, che ha parlato di «illusione» e ribadito che lo Stretto resterà chiuso «fino a quando Washington non rispetterà i termini dell’accordo».

Raid israeliani a Gaza

Intanto proseguono le operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. Secondo i media palestinesi, un raid dell’Idf contro un quartier generale della polizia a Gaza City avrebbe provocato la morte di otto agenti, tra cui alcuni alti ufficiali, e di una bambina di 13 anni.

Un altro attacco, che ha colpito una motocicletta nella zona di Nuseirat, nel centro della Striscia, avrebbe causato un’altra vittima. L’Idf ha riferito di aver colpito due comandanti di Hamas a Nuseirat e Gaza City, mentre Hamas ha definito il raid contro la stazione di polizia un «crimine di guerra».

L’Idf ha inoltre ordinato un’inchiesta penale sulla morte di Hind Rajab, la bambina palestinese di 5 anni rimasta intrappolata in un’auto dopo l’uccisione dei familiari e successivamente trovata senza vita dopo aver chiesto aiuto telefonicamente ai soccorritori.

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