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Medio Oriente, gli Usa tornano a bombardare l’Iran: raid sull’isola di Larak

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31 AGOSTO 2026 – Dopo un mese di stop, gli Stati Uniti sono tornati a bombardare obiettivi in Iran, colpendo l’isola di Larak, nel Golfo Persico. Secondo Washington, nel mirino sono finiti alcuni lanciatori che rappresentavano una minaccia per lo Stretto di Hormuz.

Teheran ha risposto con attacchi contro obiettivi americani in Giordania. Secondo le prime informazioni, tutti i missili e i droni lanciati sarebbero stati intercettati prima di raggiungere i bersagli.

La stampa iraniana riferisce intanto di almeno due morti sull’isola di Larak in seguito al raid statunitense. Le informazioni sul bilancio delle vittime non sono al momento accompagnate da una verifica indipendente.

Teheran: «Non abbiamo fretta di riaprire Hormuz»

La nuova escalation arriva mentre resta incerto il futuro dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi strategici per il commercio energetico mondiale.

Il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha dichiarato che «l’Iran non ha fretta di riaprire lo Stretto di Hormuz». Secondo il rappresentante di Teheran, l’accordo sullo Stretto raggiunto con l’Oman non entrerà in vigore finché gli Stati Uniti non rispetteranno i loro impegni.

Nel frattempo proseguono i tentativi diplomatici per contenere la crisi. Il ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. Al centro della conversazione una possibile iniziativa congiunta per ridurre le tensioni e rafforzare sicurezza e stabilità nella regione.

Cisgiordania, aggredita troupe di Nbc News

La tensione resta alta anche in Cisgiordania. Secondo quanto riferito da Nbc News, una troupe dell’emittente americana composta da quattro persone e una donna palestinese sono state aggredite oggi da alcuni coloni nel villaggio di Jalud.

L’episodio aggiunge ulteriore tensione a un quadro regionale già segnato da violenze e scontri, mentre proseguono gli sforzi diplomatici per evitare che la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran possa estendersi ulteriormente.

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