Berlino – La Germania accusa ufficialmente la Russia di essere responsabile dell’attacco ibrido avvenuto a Lipsia il 4 agosto. Una presa di posizione alla quale si aggiunge quella della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha avvertito: «Gli attacchi ibridi non rimarranno senza una risposta chiara».
Sul fronte della guerra in Ucraina, intanto, il presidente Volodymyr Zelensky torna a criticare la reazione degli alleati occidentali di fronte all’intensificarsi dei bombardamenti russi.
«Nelle ultime due settimane, il mondo intero, l’Europa e il mondo che ci sostiene, è stato in vacanza. E questo lascia un retrogusto molto sgradevole. Non posso fare a meno di condividerlo», ha dichiarato il presidente ucraino, secondo quanto riportato da Rbc Ucraina.
Nuovi raid russi: almeno 12 morti
Intanto proseguono i raid russi sul territorio ucraino. Secondo Zelensky, gli ultimi attacchi hanno provocato almeno 12 morti e decine di feriti.
Il presidente ucraino accusa Mosca di pianificare gli attacchi con l’obiettivo di provocare il maggior numero possibile di vittime tra la popolazione civile e torna a chiedere agli alleati un ulteriore rafforzamento della difesa aerea, attraverso la fornitura di sistemi antimissile.
Anche l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas, ha rivolto un appello agli Stati europei: «Certi Paesi hanno missili intercettori in scadenza, li diano a Kiev».
Scontro Roma-Mosca sulla nomina di Fedorov
Nel frattempo si accende anche lo scontro diplomatico tra Mosca e Roma sulla nomina dell’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov come consulente del ministero della Difesa italiano.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito la scelta «molto ridicola», paragonandola a una «favola satirica di Gianni Rodari».
Immediata la replica del ministro della Difesa Guido Crosetto: «Preferirebbero che l’Italia sentisse prima Mosca». E ha aggiunto: «Noi ragioniamo pensando solo a Roma, non a Mosca o Kiev».
Crosetto ha quindi difeso la nomina di Fedorov, sottolineandone l’esperienza maturata sul campo e ribadendo l’autonomia delle decisioni italiane.






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