Nuova ondata di raid all’alba. La contraerea ucraina ha intercettato gran parte dei droni. Colpite anche Odessa e la regione di Kherson. Putin: «Le nostre forze stanno accelerando l’offensiva»
(Shutterstock) Per il settimo giorno consecutivo Kiev è finita sotto attacco russo. Nelle prime ore di questa mattina un massiccio attacco aereo ha interessato la capitale ucraina e altre aree del Paese, con uno sciame di droni e missili. Secondo l’Aeronautica ucraina, nella notte sono stati lanciati 174 droni d’attacco, oltre a quattro missili, e 141 obiettivi sono stati abbattuti o neutralizzati dalla difesa aerea entro le 8.30.
A Kiev sono state udite diverse esplosioni mentre entrava in azione la contraerea. Il bilancio provvisorio nella capitale è di sette feriti, con danni a edifici residenziali, una struttura sanitaria e un istituto scolastico. Un edificio di sei piani è stato parzialmente distrutto e sono divampati incendi in alcune zone della città.
Morti e feriti a Odessa
Particolarmente pesante anche l’attacco contro Odessa, sul Mar Nero, dove sono rimaste ferite otto persone, tra cui un bambino. Un condominio di 24 piani è stato danneggiato, così come automobili, edifici per uffici e due strutture scolastiche. I raid hanno inoltre provocato interruzioni dell’elettricità in gran parte della regione.
La nuova ondata di bombardamenti arriva dopo una giornata, quella di martedì, segnata da altri pesanti attacchi russi nell’area di Kiev, costati la vita ad almeno 12 persone.
Putin: «L’offensiva sta accelerando»
Sul fronte militare, il presidente russo Vladimir Putin ha rivendicato i progressi delle forze di Mosca, sostenendo che l’avanzata russa sul campo di battaglia sta accelerando.
Putin ha affermato che le forze russe stanno intensificando l’offensiva nella cosiddetta «zona di operazioni militari speciali» e ha sostenuto che la Russia è in vantaggio sul campo. Le sue dichiarazioni arrivano mentre gli attacchi aerei contro Kiev e altre città ucraine si sono intensificati.
La nuova escalation conferma così l’aumento della pressione militare russa, mentre sul piano diplomatico restano ferme le prospettive di una soluzione negoziata al conflitto.






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