New York – Tensione alle Nazioni Unite durante il discorso del premier israeliano Benjamin Netanyahu all’Assemblea generale dell’Onu. Al suo ingresso nell’aula, decine di diplomatici appartenenti a diverse delegazioni hanno lasciato la sala in segno di protesta. L’emiciclo è rimasto in larga parte vuoto, mentre dall’aula si sono levati anche cori a sostegno della Palestina.
Netanyahu ha reagito duramente alla protesta: «Chi ha lasciato l’aula è un codardo morale. Se ce ne sono altri, se ne vadano subito», ha detto rivolgendosi ai delegati rimasti.
Nel corso del suo intervento, il premier israeliano ha inoltre difeso la decisione di attaccare l’Iran, sostenendo che senza quell’azione «saremmo tutti morti». La dichiarazione si inserisce nel più ampio intervento con cui Netanyahu ha difeso le posizioni di Israele davanti alla comunità internazionale.
Fuori dal Palazzo di Vetro, intanto, sono proseguite le proteste contro la presenza del premier israeliano all’Onu. Tra le persone fermate dalla polizia c’è anche l’attrice Susan Sarandon, che partecipava a una manifestazione organizzata da Jewish Voice for Peace. Con lei sono state fermate anche Darializa Avila Chevalier, candidata democratica al Congresso, e Chi Osséo, consigliere comunale.
La manifestazione si è svolta a circa due isolati a sud della sede delle Nazioni Unite e, secondo le stime riportate dalle agenzie, ha coinvolto circa 250 persone.
Nella stessa giornata era intervenuto in videomessaggio anche il presidente palestinese Mahmoud Abbas, che non ha potuto partecipare di persona all’Assemblea generale dopo il mancato rilascio del visto statunitense. Abbas ha affermato che l’obiettivo del piano sostenuto da Donald Trump era porre fine alle ostilità contro i palestinesi, garantire il ritiro delle forze israeliane e avviare la ricostruzione, sostenendo che tali obiettivi non si siano concretizzati.
La giornata all’Onu si è quindi svolta in un clima di forte contrapposizione diplomatica e politica, con la protesta dentro e fuori il Palazzo di Vetro a fare da cornice agli interventi dei leader sul conflitto in Medio Oriente.






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