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Trump all’Onu, ultimatum all’Iran: «Accordo dopo le midterm o li anniento»

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NEW YORK, 23 SETTEMBRE 2026 – Donald Trump torna a sfidare i leader mondiali dal palco dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel suo intervento al Palazzo di Vetro, durato circa 37 minuti, il presidente degli Stati Uniti ha difeso la propria politica estera e la linea dell’“America First”, rivendicando i risultati della sua amministrazione e concentrandosi soprattutto sui conflitti in Iran e Ucraina.

A Vladimir Putin Trump ha rivolto un appello diretto affinché metta fine alla guerra in Ucraina. «Mettere fine alla guerra», ha risposto ai giornalisti prima di entrare all’Onu, indicando così il messaggio che intendeva rivolgere al presidente russo. Durante il discorso ha inoltre sostenuto che la pace in Ucraina potrebbe arrivare «prima di quanto si pensi».

Il passaggio più duro del discorso ha riguardato l’Iran. Trump ha affermato di avere davanti a sé la scelta tra un accordo con Teheran e l’annientamento della Repubblica islamica, aggiungendo di ritenere possibile un’intesa dopo le elezioni di midterm di novembre. Il presidente americano ha ribadito inoltre l’obiettivo di impedire all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare.

Le autorità militari iraniane hanno reagito alle dichiarazioni americane avvertendo che Teheran sarebbe pronta a rispondere a eventuali attacchi con azioni «ancora più dure, devastanti e imprevedibili», secondo quanto riferito dalle fonti citate nel resoconto.

In serata, inoltre, Trump ha riferito che gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno incontrato per circa tre ore i mediatori iraniani a New York. Al tavolo, secondo quanto riportato da Axios, c’era anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Trump ha parlato di un incontro produttivo e di un possibile slancio verso un accordo.

Nel mirino di Trump è finita anche Cuba. Il presidente americano ha definito l’isola uno «Stato fallito» e ha affermato che il regime comunista cadrà e che arriverà la libertà. Durante queste dichiarazioni, la delegazione cubana ha lasciato l’aula dell’Assemblea generale.

Trump ha inoltre rivendicato un nuovo accordo con la Danimarca sulla sicurezza della Groenlandia, sostenendo che gli Stati Uniti potranno rafforzare la propria presenza sull’isola e costruirvi due basi militari. Nel suo intervento ha poi parlato di Messico, Venezuela, intelligenza artificiale e del ruolo degli Stati Uniti nell’emisfero occidentale.

Prima del discorso, Trump aveva anche avuto un breve confronto con la giornalista della Cnn Kaitlan Collins, che gli aveva chiesto della guerra in Iran. Il presidente ha contestato la presenza della Cnn all’Onu dopo il divieto imposto dalla Casa Bianca alla testata, insieme a MS NOW e Politico, di accedere alla sede presidenziale. L’Onu, tuttavia, garantisce ai giornalisti accreditati un accesso separato agli eventi dell’Assemblea generale.

La giornata newyorkese di Trump è proseguita con una serie di incontri bilaterali, tra cui quello con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre sullo sfondo resta il tentativo della diplomazia internazionale di trovare una via d’uscita ai conflitti che continuano a segnare l’agenda dell’Assemblea generale.

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