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Energia, l’Ue avverte: “In arrivo un inverno impegnativo, prevediamo prezzi molto alti”

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Dublino – L’Europa si prepara a un inverno che potrebbe essere particolarmente difficile sul fronte dei costi dell’energia. A lanciare l’allarme è il commissario europeo all’Energia Dan Jorgensen, intervenuto a margine del Consiglio informale Energia a Dublino.

«Non c’è dubbio che ci stiamo avvicinando a un inverno che sarà impegnativo. Non prevediamo problemi di sicurezza dell’approvvigionamento di energia, ma prevediamo prezzi molto alti», ha dichiarato Jorgensen.

Secondo il commissario, anche in assenza di una vera e propria emergenza sul fronte delle forniture, il problema potrebbe essere altrettanto grave per le famiglie che non riescono a sostenere i costi dei combustibili. «Se non puoi permetterti il combustibile, sarà la stessa cosa», ha sottolineato.

La Commissione europea, ha spiegato Jorgensen, sta quindi valutando «tutte le idee» per rendere le norme più flessibili ed efficienti. Bruxelles sta inoltre esaminando possibili misure per sostenere la disponibilità e l’accessibilità economica dei carburanti destinati ai trasporti, considerati una preoccupazione rilevante per molti cittadini e per una parte significativa dell’economia europea.

Metano, l’Ue valuta il rinvio delle norme sulle importazioni

Sul fronte del metano, la Commissione europea sta valutando la possibilità di rinviare l’entrata in vigore della parte del regolamento relativa alle importazioni.

«Stiamo incontrando difficoltà nell’attuazione del regolamento sul metano nella parte relativa alle importazioni», ha spiegato Jorgensen. Dopo aver ascoltato la maggioranza dei Paesi membri, il commissario ha quindi incaricato i propri servizi di valutare un possibile posticipo.

Jorgensen ha precisato che l’eventuale rinvio non rappresenterebbe «in alcun modo un passo indietro rispetto alle nostre ambizioni». La decisione finale spetterà comunque al Parlamento europeo e al Consiglio.

Oltre 100 miliardi di euro di costi aggiuntivi

Il commissario europeo ha poi fornito una stima dell’impatto economico della crisi in Medio Oriente sull’approvvigionamento energetico europeo.

«Abbiamo ormai superato i 100 miliardi di euro di costi aggiuntivi per l’energia, senza ricevere nemmeno una molecola in più di gas o petrolio», ha affermato Jorgensen.

Per il commissario, il dato dimostra quanto sia rischioso per l’Europa dipendere da fonti energetiche provenienti da altre aree del mondo. «Dobbiamo liberarci da questa dipendenza e sostituire i combustibili fossili con energia prodotta localmente», ha aggiunto.

Extra-profitti, nessuna tassa europea

Jorgensen ha infine chiarito la posizione della Commissione europea sull’ipotesi di una tassa sugli extra-profitti delle compagnie energetiche.

«È una misura che gli Stati membri possono introdurre e che, se lo desiderano, li aiuteremo a sviluppare» nel rispetto del diritto dell’Unione europea, ha spiegato.

Non è invece prevista, almeno al momento, una tassa sugli extra-profitti a livello comunitario. «Non abbiamo in programma una tassa a livello dell’Unione. Riteniamo che sia meglio che ciò avvenga a livello nazionale», ha concluso Jorgensen.

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