Stretto di Hormuz – È entrato in vigore il blocco dello Stretto di Hormuz deciso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, segnando una nuova fase di forte instabilità nello scenario mediorientale.
“Non siamo noi ad aver bisogno dello Stretto, ma il mondo sì”, ha dichiarato Trump, ribadendo la linea dura verso l’Iran: Teheran “non avrà mai armi nucleari” e, secondo Washington, resterebbe comunque interessata a un accordo.
La risposta iraniana: “Non mettete alla prova la nostra determinazione”
Immediata la reazione di Teheran. Il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf ha ammonito gli Stati Uniti: “Non mettete alla prova la determinazione dell’Iran”.
Toni duri anche da parte dei Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, che hanno avvertito che eventuali azioni ostili potrebbero avere conseguenze dirette per le forze occidentali e i loro alleati nella regione.
Negoziati falliti e ipotesi militare
La decisione americana arriva dopo il nulla di fatto nei colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad. Secondo il Wall Street Journal, la Casa Bianca starebbe valutando anche attacchi militari mirati, oltre al blocco navale, per sbloccare lo stallo diplomatico.
Trump ha inoltre ventilato ulteriori misure:
- possibili bombardamenti contro infrastrutture iraniane
- dazi fino al 50% contro la Cina in caso di supporto militare a Teheran
- stop alle navi che versino pedaggi all’Iran
Le reazioni internazionali
Sul piano internazionale, la Francia, attraverso il presidente Emmanuel Macron, ha annunciato una conferenza con il Regno Unito e altri Paesi per valutare una missione multinazionale finalizzata a garantire la libertà di navigazione nello Stretto.
Londra, tuttavia, mantiene una posizione prudente su un eventuale coinvolgimento operativo.
Diplomazia in movimento
Parallelamente si muove la diplomazia europea. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in visita in Libano, ha ribadito l’impegno dell’Italia nel favorire i colloqui di pace tra Israele e Libano, previsti negli Stati Uniti.
Un crocevia strategico globale
Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno snodo cruciale per il commercio energetico mondiale: una quota rilevante del petrolio globale transita da questo corridoio. Il blocco rischia quindi di avere impatti immediati sui mercati e sulla stabilità economica internazionale.
L’evoluzione della crisi resta incerta, con il concreto rischio di un’escalation militare in una delle aree più sensibili del pianeta.






Leave a Reply