Washington – Il viaggio del vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance a Islamabad, previsto nell’ambito della ripresa dei colloqui sul dossier iraniano, è stato rinviato a tempo indeterminato. La notizia è stata riportata da Axios, che cita fonti dell’amministrazione americana, mentre parallelamente si registra un nuovo stallo nei contatti diplomatici con Iran.
Secondo l’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim, la delegazione negoziale di Teheran avrebbe comunicato tramite un intermediario pakistano la propria assenza all’incontro previsto a Islamabad e l’assenza, allo stato attuale, di qualsiasi prospettiva di partecipazione ai negoziati. Il Wall Street Journal riferisce inoltre che l’Iran sarebbe disposto a riprendere i colloqui solo in caso di revoca del blocco imposto dagli Stati Uniti.
Dal fronte americano, il presidente Donald Trump ha ribadito una linea dura, dichiarando di non voler prolungare la tregua e avvertendo che l’esercito statunitense è pronto a intervenire militarmente in caso di fallimento delle trattative. Una posizione immediatamente respinta da Teheran, che ha parlato di negoziati impossibili “all’ombra della minaccia”. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha inoltre definito “atto di guerra” il blocco dei porti, affermando che l’Iran “sa come resistere alle prepotenze”.
Le tensioni geopolitiche si riflettono anche sui mercati, con le borse internazionali in rosso e gli investitori in attesa di sviluppi. In Europa, Germania e Italia hanno assunto una posizione più rigida all’interno dell’Unione europea, spingendo per una revisione dei rapporti con Israele.
Sul piano diplomatico, i ministri degli Esteri dell’Ue riuniti a Lussemburgo hanno raggiunto un accordo politico per ampliare il regime sanzionatorio contro l’Iran, includendo anche soggetti accusati di ostacolare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, come annunciato dall’Alta rappresentante Kaja Kallas.
A complicare ulteriormente lo scenario resta la posizione di Benjamin Netanyahu, che ha dichiarato che “il lavoro in Iran non è finito”, mentre sono in programma nuovi colloqui tra Israele e Libano, previsti per giovedì, in un contesto regionale sempre più instabile.






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