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Usa-Iran verso un’intesa: “Lettera di intenti” per 30 giorni di negoziati sul nucleare

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WASHINGTON – Si apre una possibile fase di distensione tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare e sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz. Secondo quanto dichiarato dal presidente americano Donald Trump, i mediatori internazionali starebbero lavorando a una “lettera di intenti” che Washington e Teheran dovrebbero firmare per avviare 30 giorni di trattative formali.

L’obiettivo sarebbe quello di definire un quadro negoziale preliminare sui temi più sensibili, a partire dal programma nucleare iraniano e dalle tensioni nella regione del Golfo.

Tensioni con Israele

Sul fronte diplomatico, si registra anche un confronto acceso tra Washington e Israele. Trump ha riferito di una conversazione “prolungata e drammatica” con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, incentrata sulla strategia da adottare nei confronti di Teheran. Il presidente americano ha poi aggiunto: “Netanyahu farà quello che voglio, è una brava persona”, sintetizzando la posizione della Casa Bianca.

Pentagono: “Pronti all’azione”

Il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth ha confermato che gli Stati Uniti restano “pronti all’azione” qualora i negoziati non dovessero produrre risultati concreti, pur mantenendo aperta la finestra diplomatica.

Mercati e scenario internazionale

Le attese di un possibile accordo hanno contribuito a sostenere i mercati finanziari, con le Borse in territorio positivo e il prezzo del petrolio in calo, complice l’ipotesi di una riduzione delle tensioni nello Stretto di Hormuz.

Sul piano geopolitico, si registrano ulteriori sviluppi: il Pentagono avrebbe annunciato una riduzione della presenza militare americana in Europa da quattro a tre brigate, misura che secondo il segretario generale della NATO Mark Rutte era attesa dagli alleati.

Altri fronti di tensione

Parallelamente, si segnala l’apertura di un nuovo fronte giudiziario negli Stati Uniti con l’incriminazione dell’ex presidente cubano Raúl Castro. In Europa orientale cresce l’allarme per attività di droni in Lituania, dove le autorità avrebbero attivato misure di sicurezza straordinarie.

Secondo il Financial Times, inoltre, l’Unione Europea starebbe valutando il possibile coinvolgimento di figure come Angela Merkel o Mario Draghi come mediatori nei contatti con la Russia sull’Ucraina, in un contesto internazionale segnato dal rafforzamento dell’asse tra Cina e Russia e da nuove tensioni tra Pechino e Washington.

Il leader cinese ha infine richiamato gli Stati Uniti a evitare “il ritorno alla legge della giungla”, in un messaggio diretto al presidente Trump nel pieno della nuova fase di negoziati globali.

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