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Medioriente, ipotesi accordo Usa-Iran: atteso annuncio, ma Teheran frena

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Secondo fonti di Al Arabiya, una bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, potrebbe essere annunciata nelle prossime ore. Il testo includerebbe un cessate il fuoco immediato, la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e una graduale revoca delle sanzioni statunitensi.

Le indiscrezioni, rilanciate da media regionali, delineano un’intesa ancora non ufficiale ma potenzialmente strutturata su alcuni punti chiave per la stabilizzazione dell’area.

Teheran frena: “Accordo non imminente”

Tuttavia da Iran arrivano segnali più cauti. Il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, citato da Iran International, ha dichiarato che non si può affermare che un’intesa con gli Stati Uniti sia imminente, ridimensionando le aspettative su un accordo vicino.

Trump: “La guerra finirà presto”

Sul fronte statunitense, il presidente Donald Trump ha dichiarato durante un evento alla Casa Bianca che “la guerra finirà presto”, ribadendo la posizione di Washington nei negoziati.

Secondo le sue parole, il nodo centrale riguarda anche il destino delle scorte di uranio altamente arricchito, tema su cui le parti restano distanti. Trump ha inoltre sostenuto che il blocco navale avrebbe “funzionato al cento per cento”, mentre restano aperte le discussioni sulla sicurezza del traffico nello Stretto di Hormuz.

Stretto di Hormuz e rischio crisi energetica

Uno dei punti più sensibili resta infatti la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito globale del petrolio.

Secondo analisi rilanciate da Bloomberg, un’eventuale chiusura prolungata dello stretto potrebbe innescare una crisi energetica paragonabile a quella del 2008, con forti ripercussioni sui mercati internazionali.

Attivisti della Flotilla rientrati in Italia

Intanto, sul fronte mediorientale e umanitario, sono rientrati a Fiumicino gli attivisti italiani della Global Sumud Flotilla per Gaza, rilasciati dalle autorità israeliane.

Al loro arrivo hanno denunciato presunti maltrattamenti durante la detenzione, con accuse che includono violenze fisiche e trattamenti umilianti. Il deputato Dario Carotenuto ha riferito episodi di pestaggi e abusi, mentre il team legale valuta la presentazione di una denuncia per tortura.

La procura di Roma acquisirà inoltre il video diffuso dal ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, che ha suscitato forti reazioni politiche e richieste di sanzioni a livello europeo.

Tensioni diplomatiche e reazioni politiche

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha chiesto all’Unione Europea di valutare sanzioni contro il ministro israeliano, mentre dall’opposizione arriva la richiesta di una revisione più ampia dei rapporti diplomatici con Israele.

Il quadro resta quindi altamente teso, tra segnali diplomatici di apertura sul dossier Iran e forti criticità ancora aperte sul fronte israelo-palestinese e umanitario.

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