L’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump si starebbe preparando a una nuova serie di possibili attacchi contro l’Iran, anche se una decisione definitiva non sarebbe ancora stata presa. È quanto riporta la Cbs, citando fonti informate, secondo cui diversi funzionari militari e dell’intelligence avrebbero annullato i propri impegni nel fine settimana in previsione di eventuali sviluppi operativi.
Lo stesso Trump ha dichiarato che resterà alla Casa Bianca in questo periodo definito “importante”, rinunciando anche alla partecipazione alle nozze del figlio Don Jr, sottolineando la necessità di seguire da vicino la situazione.
Parallelamente prosegue il lavoro diplomatico a Teheran, dove sono arrivati diversi mediatori internazionali, tra cui il Pakistan, con l’obiettivo di favorire una prima intesa preliminare destinata ad aprire successivi negoziati. Secondo alcune ricostruzioni di media arabi, sarebbe stata elaborata una bozza di accordo che potrebbe essere definita nelle prossime ore, anche se restano nodi rilevanti ancora da sciogliere.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato di “lievi progressi”, ma ha anche evocato un possibile “piano B” nel caso in cui l’Iran non riapra lo Stretto di Hormuz. Da parte iraniana, invece, arrivano dichiarazioni più caute: “Non possiamo dire che un accordo sia imminente”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri.
Nel frattempo, sul fronte europeo e mediorientale, la questione resta al centro del confronto diplomatico internazionale.
Sul versante giudiziario, in Italia, la procura di Roma che indaga sull’abbordaggio della Flotilla sta valutando ulteriori ipotesi di reato oltre al sequestro di persona, tra cui tortura e violenza sessuale. Gli inquirenti stanno analizzando anche un video del ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che mostra attivisti legati e inginocchiati.
Una cinquantina di attivisti risulterebbero ricoverati a Istanbul, tra cui anche un cittadino italiano, alcuni dei quali con lesioni gravi. La vicenda ha già avuto ripercussioni a livello europeo, con la richiesta italiana di valutare sanzioni nei confronti di Ben-Gvir che sarà discussa al prossimo Consiglio Esteri dell’UE.






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