Nel discorso inaugurale a Washington per le celebrazioni dei 250 anni dalla nascita degli Stati Uniti, il presidente Donald Trump ha rivendicato una serie di “vittorie storiche” attribuite alla sua amministrazione, affermando che «ogni giorno otteniamo una vittoria storica».
Tra i passaggi più controversi, il presidente ha citato i risultati ottenuti in politica estera, sostenendo le “vittorie” su Iran e Venezuela, senza però fare riferimento alla grave emergenza umanitaria in corso nel Paese sudamericano dopo il violento terremoto che ha colpito il territorio nazionale.
Le parole su Iran e Venezuela
Nel suo intervento, Trump ha dichiarato: «Abbiamo annientato l’Iran in un’ora. Anche il Venezuela è stato annientato», in riferimento alle recenti tensioni internazionali e agli sviluppi militari e geopolitici nelle due aree.
Le affermazioni hanno suscitato immediate reazioni critiche per il mancato riferimento alla situazione della popolazione venezuelana, colpita nelle stesse ore da un devastante evento sismico.
“Dovremo sconfiggere di nuovo il comunismo”
Il presidente ha poi ampliato il discorso sul piano ideologico, affermando che gli Stati Uniti, dopo aver «sconfitto fascismo e comunismo», dovranno oggi «sconfiggere un’altra volta il comunismo». Il riferimento è stato interpretato come un attacco ai socialisti democratici guidati dal sindaco di New York Zohran Mamdani, già definito nei giorni precedenti “comunisti” dallo stesso Trump.
Il comizio al National Mall
Il discorso si è svolto davanti a migliaia di persone riunite al National Mall, in un’area decorata con bandiere americane e cartelli “Freedom 250”. Trump ha parlato da dietro una barriera di vetro antiproiettile, per un intervento durato meno di 30 minuti.
«L’America è tornata», ha affermato, definendo le celebrazioni «la festa di compleanno più indimenticabile che qualsiasi Paese abbia mai visto».
Medio Oriente ed energia
Sul fronte internazionale, Trump ha ribadito che «l’Iran non avrà mai l’arma nucleare» e ha sostenuto che il Medio Oriente sarebbe oggi «più sicuro». Ha inoltre rivendicato il primato energetico degli Stati Uniti, definiti «il più grande produttore di petrolio al mondo».
Nuove tensioni con l’Europa
Prima del discorso, incontrando il segretario generale della NATO Mark Rutte, Trump aveva nuovamente criticato i partner europei, accusando diversi Paesi — tra cui Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Spagna — di non contribuire adeguatamente agli impegni comuni, riaccendendo le tensioni all’interno dell’Alleanza atlantica.






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