Caracas – Sono almeno 589 le vittime confermate e oltre 50mila le persone ancora disperse dopo il doppio terremoto che ha colpito il Venezuela tra mercoledì e giovedì, con epicentro nell’area a nord di Caracas e danni particolarmente gravi nello Stato di La Guaira. Un sito creato per raccogliere segnalazioni sui dispersi risultava già compilato, nelle prime ore di venerdì, con circa 50mila nominativi.
Il bilancio dei feriti è arrivato a 4.300, mentre almeno 70mila famiglie sono rimaste senza casa, secondo quanto riportato dalle autorità e dai media locali. In diverse zone i soccorritori stanno ancora scavando tra le macerie e non mancano i salvataggi miracolosi: a La Guaira una donna è stata estratta viva dopo quasi 36 ore, mentre un neonato è stato recuperato dalle rovine di un edificio crollato.
La macchina degli aiuti internazionali si è già messa in moto. Le Nazioni Unite hanno mobilitato 25 squadre con circa mille operatori complessivi; Stati Uniti, Messico, Spagna, Germania, Francia, Colombia, Ecuador, India e altri Paesi stanno inviando uomini, mezzi e materiali per le operazioni di ricerca e assistenza. Anche l’Italia è in campo con la Protezione civile e un contingente di vigili del fuoco, mentre dal Vaticano è arrivato un primo contributo di 100mila euro per l’emergenza.
Sul fronte dei connazionali, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha riferito che tra le vittime ci sono tre italo-venezuelani, cinque feriti e 35 dispersi. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha confermato l’avvio del coordinamento con i soccorritori stranieri, mentre nelle aree più colpite la popolazione continua a cercare autonomamente i propri familiari tra i detriti.






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