Un russo con passaporto lettone e un bielorusso con passaporto russo nel mirino degli investigatori. Quest’ultimo sarebbe entrato nell’area Schengen con un visto italiano. Tajani: «Cercheremo di capire cosa è successo»
Sale la tensione tra Germania e Russia dopo l’accusa di Berlino nei confronti di Mosca per gli attacchi con droni-bomba avvenuti a Lipsia. Gli investigatori tedeschi hanno individuato due persone sospettate di essere coinvolte negli episodi: un uomo di origine russa con passaporto lettone e un cittadino bielorusso in possesso di passaporto russo.
Secondo quanto riferito dalla Bild, quest’ultimo sarebbe entrato nello Spazio Schengen attraverso un visto italiano. Una circostanza che ha immediatamente attirato l’attenzione delle autorità italiane. «Cercheremo di capire cosa è successo», ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sul caso, il Copasir dovrebbe chiedere una nota informativa al governo.
Sul fronte europeo, l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Kaja Kallas ha rilanciato la necessità di limitare il rilascio dei visti turistici a cittadini russi e bielorussi. «Spetta ovviamente alle autorità tedesche confermare o smentire questa notizia», ha precisato, aggiungendo che, se fosse confermata, dimostrerebbe come i visti possano essere utilizzati da soggetti intenzionati a danneggiare l’Unione europea.
Mosca: «Ci sarà una dura reazione»
Il governo del cancelliere Friedrich Merz ha annunciato una serie di misure nei confronti della Russia dopo gli episodi di Lipsia. Tra queste, la chiusura del consolato generale russo a Bonn dal 18 settembre, la risoluzione del contratto relativo alla controversa Casa russa di Berlino e un ulteriore inasprimento della pressione sulla cosiddetta flotta ombra russa.
Mosca ha convocato l’incaricato d’affari tedesco e ha preannunciato una «dura reazione». Il ministero degli Esteri russo ha respinto categoricamente le accuse sul presunto coinvolgimento di Mosca negli episodi di Lipsia, definendole «completamente infondate» e accusando Berlino di aver lanciato deliberatamente una provocazione con l’obiettivo di peggiorare ulteriormente i rapporti tra i due Paesi.
Anche il presidente Vladimir Putin ha contestato le accuse tedesche, sostenendo che siano legate alla situazione politica interna della Germania e alle difficoltà che starebbe affrontando il cancelliere Merz.
Von der Leyen: «Alzeremo la pressione sulla Russia»
Dura la reazione dell’Unione europea e della Nato. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, prima dell’incontro a Bruxelles con il segretario generale della Nato Mark Rutte, ha definito quello di Lipsia un attacco condotto con materiale militare attraverso un’operazione russa sul territorio europeo.
«Non lo tolleriamo. Questa intimidazione non funzionerà. L’Ue e la Nato sono unite. Non solo manterremo alta la pressione sulla Russia, ma la alzeremo», ha dichiarato von der Leyen.
I droni di Lipsia
Gli episodi risalgono alla notte del 4 agosto, quando un primo drone fu individuato sulla pista di rullaggio dell’aeroporto di Lipsia, nei pressi di alcuni aerei Antonov ucraini. Un secondo velivolo entrò in collisione con un aereo DHL in volo, provocando danni alla parte anteriore del mezzo. Un terzo drone fu individuato dieci giorni più tardi in un terreno nel vicino Land.
Dopo settimane di indagini, gli investigatori tedeschi ritengono che si sia trattato di tentativi di attentato e attribuiscono la responsabilità dell’operazione ai servizi russi.
Nuovi episodi in Germania e nei Baltici
La tensione resta alta anche per altri episodi. Nella notte tra lunedì e martedì alcuni droni hanno fatto scattare l’allarme in Lettonia, sconfinando successivamente nello spazio aereo dell’Estonia. I caccia della Nato sono decollati per effettuare le verifiche.
Secondo il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt e il ministro degli Esteri Johann Wadephul, la Germania continua a essere bersaglio quotidiano di attività riconducibili alla guerra ibrida.
Un altro caso è quello di Bergheim, nei pressi di Colonia, dove la sera del primo settembre si è verificato un guasto in una sottostazione elettrica. La polizia di Essen ritiene al momento che non si sia trattato di un problema tecnico, ma di un atto intenzionale. Cause e responsabilità sono ancora oggetto di indagine.
Nella mattinata di oggi, inoltre, un’esplosione ha colpito la stazione centrale di Augusta, in Baviera. Un oggetto non ancora identificato è deflagrato in un corridoio interno della struttura. Sono in corso accertamenti per chiarire la natura dell’episodio e le eventuali responsabilità.






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