Israele ha lanciato nuovi attacchi in Libano causando, secondo il ministero della Salute libanese, 112 morti e 837 feriti. Gli attacchi hanno colpito diverse aree del Paese e hanno messo sotto forte pressione gli ospedali, mentre la conta delle vittime è stata definita ancora provvisoria dalle autorità locali.
La nuova escalation arriva nel pieno della tregua provvisoria tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Usa Donald Trump ha definito l’intesa una “vittoria totale e completa” e ha legato la sospensione dei bombardamenti all’apertura immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, dopo una mediazione dell’ultima ora favorita anche dal Pakistan.
Sul fronte diplomatico, però, il quadro resta instabile. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha parlato di una “fragile truce”, mentre fonti internazionali riportano che i prossimi colloqui tra Washington e Teheran dovrebbero tenersi a Islamabad.
Intanto lo Stretto di Hormuz continua a essere il punto più sensibile della crisi energetica e militare: Reuters ha riferito che il dossier sul passaggio delle petroliere è parte centrale dei negoziati e che il traffico nello stretto è tornato al centro della trattativa tra le parti.






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