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Iran-USA, nuova proposta su Hormuz mentre cresce la tensione in Medio Oriente

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Teheran – L’Iran avrebbe presentato agli Stati Uniti una nuova proposta diplomatica per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l’avvio successivo di negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo riporta Axios, secondo cui l’iniziativa prevederebbe una sequenza precisa: prima la de-escalation sullo stretto strategico, poi la discussione su un possibile accordo nucleare e la revoca delle misure restrittive.

La proposta, secondo le fonti citate, si concentrerebbe sulla gestione immediata della crisi legata al blocco dello Stretto di Hormuz, nodo cruciale per i flussi energetici globali.

Escalation tra Israele e Hezbollah in Libano

Nel frattempo, sul fronte libanese, si registra una nuova escalation tra Israele e Hezbollah, il movimento filo-iraniano. Gli attacchi reciproci avrebbero provocato una nuova ondata di violenza nonostante i tentativi di tregua nella regione.

Secondo il ministero della Salute libanese, i raid aerei israeliani nel sud del Paese avrebbero causato 14 morti, tra cui due bambini e due donne, e almeno 37 feriti, tra cui tre donne.

Dichiarazioni e tensioni diplomatiche

Sul piano politico, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato a Fox News di ritenere che il conflitto con l’Iran possa concludersi “molto presto”, esprimendo l’auspicio che Teheran agisca con pragmatismo.

Dall’altra parte, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito la posizione di Teheran, affermando che l’Iran non accetterà “negoziati imposti sotto minaccia” e chiedendo la rimozione delle condizioni preliminari per qualsiasi trattativa.

Il ruolo dei mediatori e la diplomazia internazionale

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si trova a San Pietroburgo per colloqui con il presidente russo Vladimir Putin. Nel corso degli incontri, Araghchi ha criticato quelle che ha definito “richieste eccessive” da parte degli Stati Uniti, riferendosi allo stallo dei precedenti tentativi negoziali.

A fare da mediatori nella crisi restano anche l’Oman e il Pakistan, impegnati in contatti diplomatici paralleli per favorire una possibile ripresa del dialogo.

Un quadro ancora instabile

La situazione resta altamente volatile, con fronti aperti tra diplomazia e scontri militari che coinvolgono direttamente o indirettamente diverse potenze regionali e internazionali, mentre gli sforzi per una de-escalation appaiono ancora fragili.

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