Nuovi sviluppi sul fronte delle relazioni tra Stati Uniti e Iran. Il Pakistan, impegnato come mediatore nel memorandum di pace tra Washington e Teheran, ha annunciato che i colloqui tecnici tra i due Paesi riprenderanno già dalla prossima settimana.
A renderlo noto è stato il portavoce del Ministero degli Esteri pachistano durante un incontro con la stampa a Islamabad. «Si tratta di una pausa temporanea e le trattative proseguiranno», ha dichiarato, indicando martedì prossimo come possibile data per la ripresa dei negoziati.
L’annuncio arriva in un momento particolarmente delicato, segnato da tensioni politiche interne negli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump ha infatti duramente criticato il Senato dopo il voto che ha approvato una risoluzione volta a limitare i poteri presidenziali in materia di azioni militari contro l’Iran.
In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth Social, Trump ha espresso tutta la sua irritazione: «Ho l’Iran alle corde, pronto a crollare, e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act».
La risoluzione è stata approvata con 50 voti favorevoli e 48 contrari e chiede la cessazione delle operazioni militari contro l’Iran in assenza di una specifica autorizzazione del Congresso. Pur non avendo effetti immediati sul piano operativo, il voto rappresenta un segnale politico significativo e una presa di distanza da parte di una parte della maggioranza repubblicana nei confronti della Casa Bianca.
Il provvedimento si inserisce nel dibattito costituzionale sui limiti dei poteri del presidente in materia di guerra e politica estera, riaffermando il ruolo del Congresso nelle decisioni che possono portare a un coinvolgimento militare degli Stati Uniti.
Nel frattempo, la ripresa dei colloqui mediati dal Pakistan viene osservata con attenzione dalla comunità internazionale, che guarda ai negoziati come a un possibile percorso per ridurre le tensioni e favorire una stabilizzazione dei rapporti tra Washington e Teheran.






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