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Caldo estremo in Europa, l’Oms: oltre 1.300 morti in eccesso dal 21 giugno

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Sono oltre 1.300 i decessi in eccesso legati alle alte temperature registrati in Europa dal 21 giugno. A lanciare l’allarme è il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, che sottolinea l’impatto dell’ondata di caldo che sta interessando gran parte del continente.

Secondo le stime basate sulle previsioni del Servizio meteorologico tedesco, elaborate dall’agenzia Afp, sono circa 93 milioni gli europei coinvolti dall’emergenza caldo, con temperature che in molte aree hanno superato i 35 gradi.

In Italia l’ondata di calore ha raggiunto la fase più critica: sono 18 le città con bollino rosso e il picco è atteso per lunedì, con temperature ancora molto elevate soprattutto nelle aree urbane e nelle zone interne. A Bolzano è stata registrata la notte più calda degli ultimi 70 anni.

Il caldo non ha fermato però gli eventi pubblici: a Milano il Pride si è svolto regolarmente nonostante le temperature vicine ai 40 gradi percepite dai partecipanti già nelle prime ore della manifestazione.

La situazione resta particolarmente grave anche in Francia, dove dal 24 giugno sono stati registrati circa mille decessi in più rispetto alla media del periodo, secondo quanto comunicato dall’agenzia nazionale per la salute pubblica.

Un’analisi pubblicata dall’Economist ha inoltre stimato che, durante l’ondata di caldo dei tre giorni compresi tra il 24 e il 26 giugno, le temperature estreme potrebbero aver provocato fino a 12mila morti in eccesso in Europa.

Gli esperti invitano a mantenere alta l’attenzione soprattutto nei confronti delle persone più vulnerabili, tra cui anziani, bambini, persone con patologie croniche e lavoratori esposti al sole nelle ore più calde.

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