Crisi migratoria a Ceuta, l’Italia valuta lo stop a Schengen con la Spagna. Madrid mobilita l’esercito

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ROMA – La nuova emergenza migratoria a Ceuta, enclave spagnola in Nord Africa, apre un fronte di tensione tra Italia e Spagna. Il governo italiano sta valutando la possibilità di sospendere temporaneamente la libera circolazione Schengen con la Spagna, dopo l’arrivo di migliaia di migranti dal Marocco, molti dei quali hanno raggiunto Ceuta a nuoto.

Secondo le ricostruzioni delle autorità, tra il 30 luglio e i giorni precedenti sarebbero entrate nell’enclave tra 2.000 e 3.000 persone, mentre il bilancio delle vittime della traversata è salito ad almeno nove morti.

La situazione ha provocato una forte pressione sui servizi di accoglienza e sulle forze di sicurezza spagnole. Madrid ha deciso di mobilitare unità dell’esercito a supporto della Guardia Civil, mentre il premier Pedro Sánchez e il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska si apprestano a recarsi a Ceuta.

Tajani: «Favorevole alla chiusura di Schengen con la Spagna»

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso il proprio sostegno alla possibilità di ripristinare i controlli alle frontiere con la Spagna.

«Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell’operato del ministro Piantedosi», ha dichiarato Tajani, definendo l’immigrazione irregolare e incontrollata un rischio per la sicurezza nazionale.

Le dichiarazioni hanno immediatamente provocato la reazione di Madrid.

Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito le parole di Tajani «indegne per un Ministro degli Esteri di un Paese partner e amico» e ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore italiano. La vicenda ha quindi aperto una vera e propria crisi diplomatica tra Roma e Madrid.

La situazione a Ceuta

L’afflusso ha messo sotto forte pressione la città autonoma spagnola. Le autorità locali hanno segnalato l’arrivo di migliaia di persone, mentre i centri di accoglienza risultano sovraccarichi.

La crisi ricorda quella del maggio 2021, quando circa 8.000 persone entrarono a Ceuta in pochi giorni.

Secondo le autorità marocchine, centinaia di persone che si stanno concentrando nell’area di Castillejos, nei pressi del confine, sono state disperse con mezzi antisommossa. L’obiettivo è impedire nuovi tentativi di attraversamento verso l’enclave spagnola.

Almeno nove morti nella traversata

Il bilancio più drammatico riguarda le persone che hanno tentato di raggiungere Ceuta a nuoto. Almeno nove corpi sono stati recuperati nella giornata del 30 luglio, mentre risultano esserci ulteriori dispersi.

Le vittime si aggiungono a un numero già elevato di migranti morti nei tentativi di attraversamento delle acque che separano il Marocco dall’enclave spagnola.

Il nodo dei respingimenti

Alla base della nuova pressione migratoria c’è anche il recente pronunciamento del Tribunale Supremo spagnolo, che ha posto limiti ai respingimenti immediati in mare dei migranti intercettati mentre tentano di raggiungere Ceuta e Melilla. La decisione ha portato la Guardia Civil a interrompere la pratica delle cosiddette «devoluciones en caliente» in attesa di nuove indicazioni.

Ceuta e Melilla sono inoltre sottoposte a un regime speciale nell’ambito di Schengen, con controlli specifici per le persone che lasciano le due enclave verso la Spagna continentale o altri Paesi dell’area.

Bruxelles: «Pronti ad aiutare la Spagna»

La Commissione europea segue con attenzione l’evolversi della situazione e ha ribadito la disponibilità a fornire alla Spagna ulteriore sostegno finanziario, tecnico e operativo, anche attraverso Frontex.

L’Unione europea ha sottolineato l’importanza della protezione delle frontiere esterne e del contrasto all’immigrazione irregolare, mentre Madrid e Rabat stanno intensificando la cooperazione per contenere i nuovi arrivi e procedere, dove possibile, ai rimpatri.

La crisi di Ceuta rischia così di trasformarsi non soltanto in una nuova emergenza migratoria per la Spagna, ma anche in un caso politico e diplomatico europeo, con l’Italia che valuta il ripristino dei controlli alla frontiera con Madrid.

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