Ceuta – È emergenza a Ceuta, l’enclave spagnola in territorio nordafricano, dove migliaia di migranti hanno tentato di raggiungere la costa spagnola partendo dal Marocco, molti dei quali affrontando la traversata a nuoto. Secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno spagnolo, sarebbero circa 49mila le persone arrivate nell’area.
Il bilancio umano continua ad aggravarsi: sono almeno 18 i migranti morti annegati nel tentativo di raggiungere Ceuta. Numerose persone risultano ancora disperse, mentre le autorità locali sono impegnate nelle operazioni di soccorso e controllo della frontiera.
Migliaia di persone in movimento verso Ceuta
Gli arrivi sono proseguiti anche nelle ultime ore. Decine di persone hanno continuato a riversarsi in mare dall’alba per tentare di raggiungere l’enclave spagnola, mentre altri gruppi hanno cercato di superare il confine terrestre nella zona industriale del Tarajal.
Durante la notte migliaia di migranti hanno approfittato di un iniziale allentamento dei controlli da parte delle forze di sicurezza marocchine. Successivamente Rabat ha rafforzato il dispositivo con un massiccio dispiegamento di gendarmi lungo la frontiera di Findeq, utilizzando anche mezzi antisommossa come cannoni ad acqua per contenere gli ingressi.
Il premier spagnolo Pedro Sánchez è atteso oggi a Ceuta insieme al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska per verificare personalmente la situazione.
Tensione diplomatica tra Roma e Madrid
La crisi migratoria ha aperto anche un fronte politico tra Italia e Spagna. Il governo italiano ha annunciato la possibilità di valutare una sospensione dello spazio Schengen con Madrid, ipotesi che ha provocato una dura reazione delle autorità spagnole.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato di essere favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna, sostenendo che l’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenti un rischio per la sicurezza nazionale.
Le parole del titolare della Farnesina hanno suscitato la protesta del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che le ha definite “indegne” da parte di un Paese partner europeo. Madrid ha inoltre annunciato la convocazione dell’ambasciatore italiano per chiedere chiarimenti.
Frontiera chiusa anche a Melilla
La tensione si è estesa anche all’altra enclave spagnola in Marocco, Melilla, dove le autorità hanno deciso di chiudere il principale valico di frontiera di Beni-Enzar dopo tentativi di ingresso di massa via terra e via mare.
Secondo le autorità locali, alcune centinaia di persone sarebbero riuscite a entrare nell’enclave prima della chiusura. Il presidente della città autonoma Juan José Imbroda ha parlato di una situazione grave ma diversa rispetto a quella di Ceuta.
La chiusura del valico ha provocato disagi anche ai viaggiatori coinvolti nell’operazione estiva di collegamento tra Europa e Marocco.
Il dramma dei migranti e la paura dei residenti
Dietro la nuova ondata migratoria ci sono povertà, mancanza di prospettive e il tentativo di raggiungere l’Europa attraverso una delle frontiere più delicate del continente.
Molti migranti hanno scelto una delle rotte più rischiose, affrontando il mare a nuoto. I residenti di Ceuta raccontano una situazione di forte preoccupazione: da una parte il dramma umano di persone spesso ferite e stremate dalle traversate, dall’altra il timore per una gestione dell’emergenza ritenuta fuori controllo.
Le autorità spagnole continuano le operazioni di soccorso e sicurezza, mentre Bruxelles segue la situazione e valuta eventuali interventi di sostegno alla Spagna per la gestione della frontiera esterna dell’Unione europea.






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