Guerra Russia-Ucraina: attacchi a Chernihiv e Kiev, colpito anche un impianto in Russia

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Nuovi episodi di violenza hanno segnato il conflitto tra Russia e Ucraina, con attacchi incrociati che hanno coinvolto civili e infrastrutture strategiche.

A Chernihiv, nel nord dell’Ucraina, un attacco di droni russi ha causato la morte di un ragazzo di 16 anni e il ferimento di altre quattro persone. Lo ha riferito il capo dell’amministrazione militare locale, Vyacheslav Chaus, confermando l’impatto dell’azione su aree abitate.

Nella stessa notte, un impianto per la produzione di droni nella città russa di Taganrog sarebbe stato colpito da missili ucraini e successivamente incendiato. La notizia, riportata dal canale Telegram indipendente Exilenova Plus e ripresa dal Kyiv Independent, non è stata confermata ufficialmente da Mosca.

Attacco a Kiev e indagini

A Kiev, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito di un attacco che ha provocato almeno sei morti e 14 feriti, tra cui un ragazzo di 12 anni. Secondo la ricostruzione fornita, l’aggressore avrebbe prima incendiato un appartamento e poi aperto il fuoco in strada, prima di essere ucciso dalle forze di sicurezza.

Zelensky ha annunciato che le autorità ucraine stanno verificando “ogni dettaglio e il movente” dell’episodio, sottolineando che l’autore dell’attacco aveva precedenti penali, aveva vissuto a lungo nella regione di Donetsk ed era nato in Russia.

Scenario internazionale ed economico

Sul piano internazionale, gli Stati Uniti hanno deciso di estendere fino al 16 maggio la licenza che consente la consegna e la vendita di petrolio russo, una misura che rientra nel complesso sistema di sanzioni economiche legate al conflitto.

Zelensky ha criticato l’allentamento delle restrizioni, affermando che “ogni dollaro pagato per il petrolio russo è denaro per la guerra”, e sottolineando come tali decisioni non riflettano, a suo avviso, la reale situazione del conflitto sul campo.

Il quadro resta dunque altamente instabile, con escalation militari simultanee e tensioni crescenti anche sul fronte delle sanzioni economiche e della diplomazia internazionale.

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