ROMA – Resta alta la tensione tra Italia e Spagna sulla sospensione temporanea delle regole di Schengen, mentre l’Unione europea prova a ricucire lo strappo tra i due Paesi. Dopo il rifiuto del governo Meloni di revocare i controlli introdotti alle frontiere con la Spagna, Madrid ha fatto scattare da ieri verifiche nei porti e negli aeroporti nei confronti dei viaggiatori provenienti dall’Italia.
La decisione del governo di Pedro Sánchez rappresenta una risposta alle misure adottate da Roma, in vigore dal primo agosto dopo la crisi migratoria di Ceuta. I controlli spagnoli, secondo quanto riferito dalle autorità, vengono effettuati a campione su una quota compresa tra il 5% e il 15% dei passeggeri.
Per il momento non vengono segnalate particolari code o disagi negli aeroporti e nei porti spagnoli. Le verifiche dei documenti vengono effettuate direttamente nelle aree di sbarco, dopo i controlli sulle banche dati e sulle liste dei passeggeri. In presenza di anomalie o elementi sospetti possono essere disposti ulteriori accertamenti.
Nel frattempo, la Farnesina ha rafforzato l’assistenza consolare per gli italiani che si trovano o stanno per recarsi in Spagna.
L’Unione europea prova a mediare
A cercare di abbassare i toni dello scontro è l’Unione europea. Il commissario europeo agli Affari interni Magnus Brunner, dopo aver avuto un confronto con i ministri dell’Interno di Roma e Madrid, ha sottolineato la necessità di preservare la collaborazione tra gli Stati membri.
«Entrambi confermano che i controlli alle frontiere sono temporanei», ha dichiarato Brunner, aggiungendo: «Ho sottolineato che la fiducia tra Stati membri è la nostra risorsa più preziosa».
Sul tema è intervenuto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità che la gestione dei flussi migratori avvenga nel rispetto della dignità delle persone.
Intanto, a Ceuta resta alta l’attenzione per il possibile arrivo di un nuovo consistente gruppo di migranti, con le autorità spagnole che temono un’altra pressione sul confine nelle prossime settimane.
Tajani: «Sánchez ha drammatizzato»
A spiegare le ragioni della scelta italiana di mantenere i controlli è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
«Secondo l’intelligence spagnola c’è il rischio di una nuova ondata entro Ferragosto: non revocare la misura è una precauzione», ha dichiarato Tajani in un’intervista alla Stampa, spiegando che l’Italia è pronta a revocare la sospensione «appena non ci sarà più rischio».
Il ministro ha criticato la reazione di Madrid, sostenendo che «è Sánchez che ha drammatizzato» e definendo «incomprensibile e del tutto inaccettabile» la decisione spagnola di introdurre controlli nei confronti dei viaggiatori provenienti dall’Italia.
Secondo Tajani, inoltre, «non si revoca Schengen solo per ritorsione, senza una ragione, creando un danno al turismo».
Salvini: «L’Italia difende i confini europei»
Sulla vicenda è intervenuto anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha attaccato duramente il governo spagnolo.
«Oggi il governo di estrema sinistra spagnolo sfiora il ridicolo», ha dichiarato Salvini al Corriere della Sera, sostenendo che «quando proteggiamo i nostri confini, difendiamo quelli di tutto il continente. L’Italia lo sta facendo, la Spagna no».
Controlli fino a settembre
I controlli italiani nei confronti dei passeggeri provenienti dalla Spagna sono scattati il 1° agosto e sono destinati a rimanere in vigore per un mese, mentre le verifiche introdotte da Madrid nei confronti dei viaggiatori provenienti dall’Italia sono previste fino al 7 settembre.
Le verifiche riguardano in particolare i passeggeri di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna o dall’Italia e vengono effettuate attraverso controlli documentali a campione.
Nei primi giorni di applicazione delle misure non sono state segnalate particolari criticità negli scali interessati. L’obiettivo dichiarato delle autorità resta quello di mantenere sotto controllo i flussi senza provocare rallentamenti significativi alla circolazione dei viaggiatori.
Lo scontro diplomatico resta però aperto. Da una parte Roma continua a considerare necessaria la misura alla luce dei timori legati alla crisi migratoria di Ceuta; dall’altra Madrid contesta la decisione italiana e ha risposto introducendo controlli analoghi.
Ora la partita si sposta sul terreno diplomatico, con Bruxelles chiamata a favorire un’intesa che consenta ai due Paesi di tornare rapidamente alla piena applicazione della libera circolazione prevista dall’area Schengen.






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